mercoledì 28 marzo 2012

Trimestre vs. Quadrimestre

..La Battaglia finale ha Inizio.








Le fila di studenti iniziano a dimezzarsi, mentre l’avanzata delle interrogazioni continua a mietere vittime innocenti, riempiendo la pacifica landa di Dolce Far Niente di cadaveri, mutilati. No, non è un film e non lo vedrete mai proiettato nelle sale cinematografiche.
Quest’anno molti hanno rischiato un infarto quando la professoressa della prima ora, del primo giorno di scuola, ha annunciato, ghigno sarcastico in volto, che nella scuola è stato instaurato il trimestre. Scelta, tra l’alto, avvenuta all'interno del collegio dei docenti, il Consiglio Supremo, il Tavolo delle Trattative, la Grande Riunione dei Pezzi Grossi: la maggior parte dei professori ha voluto il trimestre. Ma gli studenti non lo vogliono. Le motivazioni sono molteplici e stranamente coerenti, e il primo a lamentarsi è stato proprio Mr Dolce Far Niente, il quale afferma di aver perso il buon 80% dei suoi clienti fissi, a causa del trimestre. Il fatto è che ormai i ragazzi non hanno più tempo libero, a causa del poco tempo a disposizione del trimestre. Interrogazioni che si susseguono, e ogni professore vuole almeno due interrogazioni. Ma così dovrebbe ridursi a spiegare e interrogare in una misera ora di lezione, il che non è proprio gratificante a livello istruttivo. Ma ovviamente, il preside ha anche affermato qualcosa di davvero interessante.
“Il trimestre è stato messo con l’intendo di far trovare agli insegnanti metodi di verifica che non si basino sulle interrogazioni orali”.

Da ricerche a livello europeo, è saltato fuori nella maggior parte degli stati europei, tranne pochi eletti, il sistema di valutazione degli studenti si basa su verifiche che riguardano tutto il programma svolto e le interrogazioni sono praticamente cadute in disuso. Ma forse non è neanche un problema di interrogazioni o verifiche. Insomma, qual è il problema principale? Qualcuno dovrebbe analizzare bene, fare un sondaggio assolutamente non approssimativo nella scuola e renderci conto quanti sono in realtà coloro che non riescono sul serio a combinare nulla con il trimestre. Forse siamo diventati tutti degli idioti che non riescono a leggere giorno per giorno un’insulsa pagina di teoria senza dover poi recuperare tutto in un giorno? O forse non siamo tanto studiosi quanto vogliamo far credere agli altri? Molte volte è capitato di sentire persone che si lamentano nel voler studiare ma non trovare il tempo, oppure semplicemente ci si prefigge come obiettivo quello del sparare una scusa random per pararsi il fondoschiena?

Ma anche è vero che ci sono persone che non avevano intenzione di far nulla con il quadrimestre, e così fanno anche con il trimestre: si può dire che non pecchino di coerenza, questo è certo.

Perché se c’è una cosa di cui davvero si avverte la carenza non è il tempo, ma bensì il metodo di studio. Ognuno ha il suo, ognuno si trova in un certo modo, su questo non potremmo neanche obiettare oggettivamente, ma quante sono in realtà le persone che studiano sul serio? E non si parla di studiare nel senso di imparare a memoria c’ho che c’è scritto su un qualsiasi libro, che sia di storia o di biologia: è in questo che molti sbagliano, vero?

È tutta una reazione a catena provocata da un solo ed unico pilastro, attorno al quale gira tutto un mondo di congetture ed illusioni che scaturiscono dal profondo degli animi degli studenti: il voto. Il voto, quell’ essere malvagio e diabolico, che non fa altro che mettere a repentaglio la dignità degli studenti, il quieto vivere di chiunque. Non è una critica posta a voler dire che il voto non deve essere messo, di certo non si può valutare uno studente considerando patate e piselli, è pur vero. Ma il voto, signori miei, non è altro che un’arma di distruzione di massa, che può essere paragonato solo alla sete di denaro. Di più, vogliamo di più. E il voto, ormai, è ragione di vita, senza di esso non si riesce a dormire di notte, un voto basso equivale ad un crollo di autostima non indifferente, per non parlare del calo esorbitante del livello di dignità degli studenti, che versano lacrime amare quando tale voto non viene raggiunto.

È davvero il trimestre a rendere difficile la vita scolastica? O forse le fissazioni che si prendono, quella specie di senso di dovere che ci viene descritto dai nostri genitori. Purtroppo il dovere degli studenti non è il prendere un voto alto o basso che sia: il dovere di noi studenti è imparare, è un nostro diritto lampante e non possiamo fare altro che cercare di proteggerlo, ma non sembra che sia così per gli altri. Aver capito una cosa e prendere un sei non equivale certo ad averla imparata a memoria e prendere un otto, ma ovviamente ne riparleremo quando tu, studente “memonico”, lavorerai in un impresa e io, studente pratico, sarò il proprietario di quest’ultima.


Rossana Schiavone, 4B

3 commenti:

  1. Che bello questo articolo, bella l'iniziativa dello sfogo libero! Ma a cosa serve realmente il voto? Il voto non è fondamentale ma può servire a beneficiare l'alunno. Il voto non è sostanziale quanto le conoscenze e lo studio. Esso è la 'arma' usata dagli autoritari, come si sentono loro, e non 'autorevoli'. Circa il trimestre non è vero che 'si studia di più'. Se vuoi studiare, studi se non vuoi non lo fai. La seconda interrogazione è una copia della prima: non appena si finiscono le prime, si devono iniziare le seconde. La cosa più simpatica è quella che alcuni professori nonostante completano a stento un'interrogazione ciascuno, dicono di voler riconfermare il trimestre. Gianluca IIB

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  2. Esso è la 'arma' usata dagli autoritari, come si sentono loro, e non 'autorevoli'. Citazione di una mia professoressa, è meglio sottolinearlo.
    GianlucaIIB

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